Fauna
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Studi faunistici e osservazioni ripetute nel corso degli ultimi anni hanno evidenziato una spiccata biodiversità, attribuendo al corso del fiume un’importanza strategica all’interno delle aree da tutelare nel comprensorio della bassa Valseriana.
Nonostante l’elevato grado di antropizzazione e la semplificazione estrema di gran parte dei suoi ecosistemi, nell’intorno del fiume Serio di Nembro sono state rinvenute diverse specie prioritarie d’interesse comunitario, nazionale e regionale.
Se da un lato alcune di queste sono ormai rare e localizzate nei residui lembi di naturalità, altre sono riuscite ad adattarsi con sorprendente plasticità ai nuovi scenari antropici e industriali.
I risultati delle osservazioni, relative a un periodo di circa 14 anni (1992-2006), forniscono un quadro generale della naturalità e della biodiversità a scala locale (notevolmente diminuita a seguito degli enormi stravolgimenti che ne hanno cancellato, nel breve volgere di pochi decenni, i tratti più caratteristici) e l’individuazione delle priorità di conservazione e, conseguentemente, di intervento sulle specie.
Dal punto di vista faunistico il fiume Serio rappresenta un indispensabile bacino naturale per molte specie animali, il cui ciclo vitale risulta indissolubilmente legato all’acqua, come per la totalità dei Pesci, degli Anfibi (almeno per quel che riguarda l’ovo deposizione e i primi stadi larvali) e per alcuni rappresentanti dell’avifauna legati all’ambiente acquatico e alle aree umide per motivi trofici e riproduttivi.
Gli incolti, le ridotte fasce boscate ripariali e i residui prati aridi, vera peculiarità ecosistemica da tutelare, sono altresì importanti per specie ecotonali e di macchia (silvidi, Rettili, micromammiferi) poco appariscenti ma assolutamente fondamentali per il corretto funzionamento della catena trofica.
La peculiare posizione geografica del territorio oggetto di perimetrazione, posto all’imbocco della Valle a cavallo tra la media montagna e l’alta pianura, costituisce la porta d’accesso per numerose specie animali obbligate, per motivi ecologici, a transitarvi.

Ittiofauna

Il bacino idrografico del fiume Serio, nel corso della sua storia, ha subito importanti modificazioni ambientali da parte dell’uomo quali captazioni, sbarramenti, interventi antropici di varia natura (dighe, centrali, argini, regimazioni, derivazioni, scarichi civili e industriali). Tra le modifiche apportate vanno anche considerate le introduzioni (semine) di diverse specie ittiche alloctone dalle quali spesso scaturiscono problematiche ecologiche e gestionali.
Nel tratto di fiume considerato sono attualmente note 8 specie di Pesci appartenenti all’ordine dei Cypriniformes (5) e dei Salmoniformes (3).
Considerato l’elevato tasso di inquinamento genetico derivato dalle semine (spesso condotte senza alcun criterio scientifico) da parte di pescatori locali, non è possibile stabilire l’origine precisa delle popolazioni ittiche presenti; tuttavia è doveroso segnalare che in questo tratto fluviale sono sicuramente presenti almeno 2 specie di interesse comunitario.
Tali specie, inserite nell’Allegato II della Direttiva 92/43/CEE, sono il Barbo comune (Barbus plebejus) e la Trota marmorata (Salmo trutta marmoratus).
Un’altra specie prioritaria, attualmente nota solo per alcuni torrenti è lo Scazzone (Cotius gobio), rilevato nei tratti medi del Carso e del Nesa ma che può essere potenzialmente presente in prossimità delle loro confluenze. Per importanza a livello regionale, si segnala anche la presenza della Trota fario(Salmo trutta trutta). 

Erpetofauna

La presenza di Anfibi e Rettili nell’area in esame è fortemente condizionata da una serie di fattori così schematicamente riassunti:

  • alterazioni ambientali con cancellazione parziale o totale degli habitat riproduttivi (superfici incolte, aree di margine, pozze di piccola e media estensione, ecc.);
  • inquinamento idrico che provoca morie e malformazioni negli Anfibi (già a livello embrionale);
  • interventi in alveo o spondali condotti senza alcun rispetto del periodo riproduttivo;
  • regime idrico fortemente influenzato dalle captazioni e derivazioni di rogge e canali;
  • ingenti introduzioni di specie ittiche e avifaunistiche (es. Germano reale) concentrate in bacini idrici di limitata estensione che si cibano delle uova e delle larve degli Anfibi;
  • investimenti stradali e frammentazione ambientale.

Dal punto di vista erpetologico l’area del fiume Serio presenta ancora diverse lacune conoscitive ma conserva alcune specie importanti a livello provinciale e regionale.
Gli Anfibi sono rappresentati da 5 specie certe e 2 possibili (non più riconfermate nell’ultimo decennio).
Tra le specie certe inserite nell’All. IV della direttiva 92/43/CEE e nella D.G.R. 2001 della Regione Lombardia, si segnala il Rospo smeraldino (Bufo viridis). Di solo interesse regionale risultano la Salamandra pezzata (Salamandra salamandra) e il Rospo comune (Bufo bufo) anch’essi presenti nell’area considerata.
Tra i Rettili si segnala la presenza di 9 specie tra cui ben 5 di interesse comunitario ai sensi della direttiva 92/43/CEE (tra cui il Ramarro Lacerta bilineata).
Nell’area sono inoltre presenti 7 specie di Rettili la cui conservazione è considerata prioritaria dalla D.G.R. 2001 N. 7/4345 (tra cui l’Orbettino Anguis fragilis). La Testuggine d’acqua (Emys orbicularis), un tempo sicuramente presente, si considera estinta da alcune decadi.

Teriofauna

Il numero di specie di Mammiferi presenti con certezza nell’intorno considerato ammonta a 22 ma tale valore è destinato ad aumentare col proseguo delle ricerche in corso. In particolare, per lo studio dei micromammiferi presenti nell’area in oggetto, si stanno analizzando le parti ossee contenute nelle borre (resti alimentari dei rapaci notturni) che rappresentano uno strumento efficace per la determinazione delle diverse specie.
Complessivamente sono 3 i Mammiferi di interesse comunitario inseriti nell’Allegato IV della Direttiva 92/43/CEE (esemplificativo il Pipistrello nano Pipistrellus pipistrellus) e 4 di interesse regionale come il Toporagno nano (Sorex minutus).
Da segnalare la presenza di alcuni carnivori quali Volpe (Vulpes vulpes), Tasso (Meles meles), Donnola (Mustela nivalis) e Faina (Martes foina). Nelle aree boscate poste sulla sponda idrografica sinistra del fiume Serio è presente una popolazione di Cinghiale (Sus scrofa), specie scelleratamente introdotta a scopo venatorio sul finire degli anni Ottanta e ora causa di notevoli danni al patrimonio agro silvo pastorale. Il rischio che qualche individuo possa raggiungere i versanti boschivi di Nembro e Alzano, posti sulla destra idrografica del fiume, è purtroppo reale e incombente.
Su entrambi i versanti collinari, nelle aree caratterizzate da bosco deciduo di latifoglie, si rinviene la presenza di un’altra specie di ungulato selvatico: il Capriolo (Capreolus capreolus). Sulle sponde del fiume Serio,in particolare in prossimità di Alzano, sono infine presenti alcune colonie di Coniglio selvatico (Oryctolagus cuniculus). Tale specie alloctona è stata introdotta a fini venatori in diverse aree del fiume e ora si è naturalizzata poiché ha trovato nei prati aridi l’habitat vocato a ospitarne una popolazione stabile. Da segnalare, come emergenza faunistica in quanto specie alloctona, la prima segnalazione di Nutria (Myocastor coypus) osservata nel 2006 a monte del territorio di Nembro-Pradalunga (Albino).

Ornitofauna

Gli Uccelli rappresentano uno dei gruppi tassonomici maggiormente utilizzati per compiere ricerche di monitoraggio degli ecosistemi grazie alla loro ampia diffusione e alle peculiari caratteristiche comportamentali quali l’elevata contattabilità sia canora sia visiva.
Dal 1992 a oggi sono state attualmente osservate nell’intorno territoriale considerato 91 specie di Uccelli appartenenti a 15 ordini e 39 famiglie, comprensive degli Uccelli nidificanti, svernanti e migratori. Delle specie censite, 45 appartengono all’ordine dei Passeriformi (P) e 46 ai non Passeriformi (NP), per un rapporto NP/P pari a 1.
Le specie osservate per le quali sono considerate prioritarie azioni di conservazione ai sensi della direttiva 79/409/CEE sono 10: esemplificativo il Martin pescatore Alcedo atthis.
Il numero di specie di interesse regionale registrate nell’area di studio aumenta considerevolmente ed è pari a 28, tra cui l’Airone cenerino (Ardea cinerea) e l’Allocco (Strix aluco).