Storia
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I centri dei Comuni si sono sviluppati rispetto a Bergamo con precoce qualificazione industriale lungo i fiumi – Alzano e Nembro o i canali – Ranica.
Rispetto al vecchio assetto cittadino “si era venuta via via consolidando una maglia idrica artificiale ben caratterizzata, con esclusiva dipendenza dal Serio, raggiunto almeno fin dal Medio Evo all’altezza di Albino. Da tale maglia, ora in gran parte obliterata, maglia cui si lega per molti aspetti anche la storia rurale dei paesi del piano, discende in gran parte anche la prima vita industriale della città e di altri centri e comunque la scelta di precisi nodi di localizzazione.”
Nel secondo dopoguerra il centro cittadino conservava intatto il nucleo storico e nell’area attorno solo quattro Comuni avevano una popolazione compresa tra i 5000 e i 10.000 abitanti, tra cui Alzano Lombardo e Nembro, centri già dotati di un notevole impianto industriale. Gli altri paesi costituivano una costellazione di piccoli nuclei d’impronta rurale, ben distinti gli uni dagli altri e con una definita individualità. La tradizione agricola è leggibile nella conformazione del paesaggio: gli antichi terrazzamenti a vigneti connotano le colline del territorio di Nembro, in stretto dialogo con il Serio. Direttamente legati ad esso sono poi i terreni agricoli in Comune di Ranica.
Successivamente, come in tutta la nazione, il degrado paesistico e biologico si è accentuato in concomitanza con il fenomeno che E. Turri definisce la “Grande trasformazione”: fenomeno che tra gli anni ’60 e ’70 ha modificato profondamente il quadro sociale, politico ed economico, cambiando radicalmente lo stile di vita degli italiani e portando con sé una frenetica attività edilizia con trasformazioni urbanistiche radicali. L’arteria stradale principale, la ex provinciale, diventa un “corridoio” tra gli edifici, i nuclei sono andati saldandosi e molte testimonianze della tradizione contadina sono venute meno a favore dell’urbano.
Nel corso degli anni 1975-84 la città di Bergamo ha subito un calo nella funzione residenziale, assorbito dai paesi della cintura che aumentano il proprio peso territoriale: fra questi emerge Ranica, mentre si consolidano le aree di antica industrializzazione quali Alzano.
L’assetto tradizionale ha subito delle modificazioni profonde e forti che hanno segnato lo sviluppo del costruito e con questo il paesaggio.
Il nuovo assetto determina un’espansione dell’edificato secondo precise direzioni, in stretto rapporto con la morfologia fisica: il solco vallivo seriano rappresenta una gravitazione particolare in cui si sviluppa un “continuum” urbanistico.
Per l’origine di un sistema insediativo l’acqua rappresenta un elemento di vitale importanza.
Gli insediamenti urbani, industriali, ludico-ricreativi si sono sviluppati attorno all’acqua: gli edifici hanno assunto rispetto ad essa un rapporto a volte di dialogo a volte di completa antitesi.
I Comuni coinvolti nel P.L.I.S. gravitano attorno al fiume Serio, ai suoi affluenti e al reticolo idrico artificiale generando esempi di integrazione piacevole e di alto valore ambientale, a dimostrazione di una maggiore considerazione del valore dell’acqua e del contesto attraverso un’attenzione nei linguaggi, nelle forme e nei materiali dell’architettura.
D’altro canto gli stessi corpi idrici sono destinati in altre occasioni a non luoghi, retri per un urbanizzato privo di interesse formale, compositivo e funzionale: nello specifico impianti industriali di recente edificazione aggrediscono il luogo in cui si inseriscono, non cercano di diminuire il proprio impatto visivo almeno con l’impianto di fasce arboree e arbustive.
In particolare il rapporto con il fiume Serio e il contesto ad esso strettamente correlato è andato mutando creando paesaggi via via diversi.
Lo sviluppo industriale, attorno al 1870, è stato favorito dalla presenza dell’acqua: i primi insediamenti industriali sono sorti spesso in presenza di più antichi edifici manifatturieri –mulini e raseghe- dimostrando una qualità architettonica che ha disegnato nuovi paesaggi, oggi definiti esempi di archeologia industriale.
Il cotonificio Zopfi a Ranica, la cartiera Pigna e il cementificio Italcementi a Alzano, il cotonificio Crespi e gli antichi “Molini” a Nembro, il cementificio a Pradalunga.
Negli ultimi decenni la spinta aggressiva verso il fiume, caratterizzata dall’occupazione di ambiti di pertinenza del Serio e dalla distruzione della vegetazione, ha lasciato il posto ad interventi di recupero e riqualificazione, alla ricerca di una riappropriazione dei luoghi.
Esempio significativo è l’area ludico-ricreativa nel Comune di Alzano. Il tratto di fiume interessato presenta una sponda sottoposta a forte erosione per cui è stata oggetto di interventi di protezione attraverso la creazione di un argine consistente.
Ciò ha consentito di recuperare la fascia sovrastante a scopo ricreativo, anche attraverso la piantumazione di un filare di pioppi e la creazione di un terrazzo erboso. Ciò ha permesso di aprire un accesso al greto del fiume recuperando il rapporto con esso da parte della comunità.
Nello stesso contesto si inseriscono gli ambiti a magredo di notevole pregio naturalistico che si dispongono in continuità rispetto a quelli presenti in Comune di Villa di Serio.
Il paesaggio fluviale è valorizzato e reso più complesso dagli ambiti agricoli presenti nel territorio di Ranica. In questi ambiti subpianeggianti che degradano verso il fiume prevalgono le colture seminative e i prati da vicenda. Significativa la struttura paesaggistica che si crea in questa striscia di territorio: le rogge Morlana e Guidana -che con la prima si fonde- corrono parallele al Serio e le aree intercluse sono caratterizzate dalla presenza di sistemi cascinali di antica formazione – fra cui quello in località Viandasso e la cascina Giovanelli – conformando un paesaggio agricolo tradizionale dove permangono tratti di qualità naturalistica con un patrimonio vegetazionale discreto.
Pensare al paesaggio, infine, significa recuperare elementi storici, realtà da rigenerare a partire da elementi aggregativi (il fiume in primis) da integrare con quello che c’è nell’intorno e quello che c’è all’interno; l’individuazione e la valorizzazione di luoghi radicanti; lo stretto rapporto con gli elementi della natura; il far emergere elementi qualitativi, anche estetici, contro la pura funzionalità; tutelare e recuperare il rapporto con le parti storiche anche solo attraverso il raccordo visivo con esse.